Tech · 4 agosto 2026 · 4 min di lettura
La guerra dei segreti tra Apple e OpenAI: ingiunzione per l'hardware e scontro pubblico
In sintesi: Apple ha chiesto un'ingiunzione preliminare nell'ambito della causa contro OpenAI, sostenendo che oltre dieci ex dipendenti abbiano sottratto informazioni riservate sui dispositivi hardware in fase di sviluppo. OpenAI ha replicato pubblicamente definendo le accuse aggressive e prive di fondamento, imputando le falle d'accesso alle disattenzioni della stessa Apple.
di Team Mocchi's
Lo scontro legale sui dispositivi hardware del futuro
La tensione tra Apple e OpenAI ha raggiunto il punto di ebollizione. Nelle ultime ore, il colosso di Cupertino ha intensificato la propria offensiva legale depositando una richiesta di ingiunzione preliminare presso il tribunale federale. L'obiettivo e' bloccare lo sviluppo dei futuri dispositivi hardware dedicati all'intelligenza artificiale da parte di OpenAI, in particolare quelli legati all'acquisizione dello studio di design io fondato dall'ex capo del design Apple, Jony Ive.
Come riporta TechCrunch, nei nuovi atti giudiziari Apple sostiene che l'indagine interna ha individuato almeno 11 ex dipendenti — in aggiunta ai dirigenti chiave gia' citati nella causa originale, tra cui l'attuale Chief Hardware Officer di OpenAI, Tang Yew Tan, e l'ingegnere Chang Liu — che avrebbero sottratto documenti riservati e schermate di prodotti non ancora annunciati prima di passare al laboratorio di San Francisco.
Le accuse di Cupertino e le falle nell'offboarding
Al centro della contestazione di Apple c'e' la presunta sottrazione massiccia di proprieta' intellettuale riguardante l'architettura dei dispositivi e le catene di fornitura. Secondo le ricostruzioni contenute nella denuncia, l'ingegnere Chang Liu avrebbe continuato ad accedere allo storage cloud aziendale di Apple settimane dopo le sue dimissioni, sfruttando vulnerabilita' di autenticazione per scaricare file tecnici riservati e consigliando a una collega come fare altrettanto prima del colloquio in OpenAI.
Secondo quanto riferito da Ars Technica, la mossa di Apple punta a ottenere una "expedited discovery", ovvero una procedura accelerata che costringerebbe i vertici hardware di OpenAI a sottoporsi a deposizioni giurate immediate. La vertenza si inserisce nel piu' ampio contesto dell'esodo di oltre 400 figure tecniche di primo piano da Cupertino verso la societa' mecenate di ChatGPT, un flusso che ha insospettito i vertici della mela morsicata al punto da avviare verifiche forensi sui dispositivi restituiti.
La replica di OpenAI e i retroscena pubblici
La risposta del laboratorio guidato da Sam Altman non si e' fatta attendere e si e' trasferita direttamente sul piano dell'opinione pubblica. Come evidenziato da The Verge, OpenAI ha pubblicato un post ufficiale intitolato "Apple is getting this wrong", allegando gli screenshot di chat iMessage ed email scambiate tra i rispettivi uffici legali per smontare la narrazione dell'avversario.
OpenAI ha definito la causa "superficiale, aggressiva e insolitamente personale", ribadendo di non possedere ne' di desiderare alcun segreto industriale di Apple. Nel post, l'azienda ribatte che gli stessi dipendenti di Apple avevano contattato Liu dopo le sue dimissioni chiedendogli aiuto per rintracciare determinati file, scambiando il suo supporto per un accesso non autorizzato. Inoltre, OpenAI ha messo a nudo una gaffe legale: nelle prime fasi del contenzioso, i legali di Apple avrebbero inviato le diffide alla persona sbagliata a causa dello scambio di due cognomi asiatici, sostenendo falsamente di aver discusso il caso con il General Counsel di OpenAI.
Il punto di Mocchi's
Lo scontro giudiziario tra Apple e OpenAI segna il definitivo passaggio della contesa sull'IA dalla dimensione software a quella dell'hardware proprietario. Per le aziende e i system integrator europei, questo scontro evidenzia due fattori strategici cruciali: da un lato la centralita' dei processi aziendali di offboarding e controllo degli accessi cloud, la cui trascuratezza puo' generare vulnerabilita' legali anche nei colossi tech; dall'altro la consapevolezza che le architetture IA del prossimo futuro richiederanno un'integrazione hardware-software sempre piu' meccatronica. Chi sviluppa soluzioni enterprise deve monitorare con attenzione queste dinamiche, poiche' le dispute sui brevetti hardware potrebbero condizionare la disponibilita' e la neutralita' delle piattaforme agentiche destinate ai consumatori finali.
Approfondisci
- https://techcrunch.com/2026/08/04/apple-says-more-ex-employees-may-have-taken-confidential-data-to-openai/
- https://arstechnica.com/tech-policy/2026/08/openai-says-apples-trade-secrets-lawsuit-is-aggressive-and-oddly-personal/
- https://www.theverge.com/ai-artificial-intelligence/974914/openai-blog-response-apple-lawsuit-messages