Software · 31 ottobre 2026 · 4 min di lettura
Dodici ore con la backdoor: violata l'estensione ufficiale di Anthropic per Cursor
In sintesi: L'estensione ufficiale per Claude all'interno del marketplace dell'IDE Cursor è rimasta compromessa per quasi dodici ore, distribuendo una backdoor progettata per aprire tunnel SSH ed esfiltrare credenziali cloud dalle postazioni degli sviluppatori. L'incidente ha coinvolto fino a cinquemila programmatori prima che venisse caricata una versione corretta, sollevando seri interrogativi sulla sicurezza degli store di estensioni per ambienti di sviluppo integrati.
di Team Mocchi's
Una falla al cuore dell'ambiente di lavoro dei programmatori
Nelle scorse ore la supply chain degli strumenti di sviluppo assistiti dall'intelligenza artificiale ha subito uno dei colpi più allarmanti della sua breve storia. L'estensione ufficiale pubblicata da Anthropic per collegare i modelli Claude all'IDE Cursor — l'editor di codice basato su fork di VS Code ormai diffusissimo tra i team tecnici — è stata compromessa e distribuita con un payload malevolo per quasi mezza giornata.
L'aggiornamento avvelenato, contrassegnato dal numero di versione 2.1.313, ha raggiunto automaticamente le postazioni di lavoro di un bacino stimato fino a cinquemila programmatori prima che venisse neutralizzato. A rendere particolarmente grave l'episodio è il vettore: non si è trattato del solito pacchetto fasullo creato con tecniche di typosquatting per ingannare gli utenti distratti, bensì di una release comparsa direttamente sull'account verificato e ufficiale di Anthropic all'interno del marketplace di Cursor.
Caccia alle chiavi cloud e tentativi di persistenza remota
I dettagli tecnici emersi nelle ore successive alla scoperta rivelano la natura mirata dell'incursione. Come riporta Ars Technica, il payload eseguiva anzitutto un inventario approfondito dell'host infetto: architettura di sistema, identificativo utente, percorsi delle cartelle home e di lavoro, indirizzo IP pubblico e configurazione Git locale.
Il passo più critico consisteva nella scansione dei nomi di tutte le variabili d'ambiente presenti sul sistema operativo. Questa ricognizione rapida serviva ad accertare la presenza di token API di fornitori cloud (come AWS, GCP o Azure), credenziali di database e segreti di produzione spesso caricati in memoria durante le sessioni di debug.
In parallelo, il codice malevolo tentava di installare una chiave SSH controllata dai cybercriminali all'interno del file locale authorized_keys, avviando il demone SSH di sistema e stabilendo un reverse tunnel verso l'esterno per consentire un accesso persistente da remoto. Il malware provava a consolidare la persistenza configurando un LaunchAgent su macOS o una task pianificata su Windows, inviando poi telemetria cifrata a intervalli regolari verso un endpoint esterno sulla porta 8099. Stando alle analisi tecniche, una serie di difetti implementativi nel codice malevolo ha fortunatamente impedito l'esecuzione completa del reverse tunnel su molte macchine, a meno che Cursor non fosse stato avviato con privilegi amministrativi elevati.
Il canale ufficiale violato e la gestione dell'incidente
L'allarme è rientrato sul piano software con la pubblicazione della versione pulita 2.1.314, ma rimangono aperte le domande più delicate. Ricercatori di sicurezza indipendenti, tra cui Kevin Beaumont e il cofondatore della società Phorian, Luke Roberts, hanno confermato che l'intrusione ha sfruttato le credenziali o i token di pubblicazione diretti dell'account corporate di Anthropic.
Nonostante l'estensione operi all'interno del processo dell'IDE con gli stessi permessi dell'utente locale — potendo accedere a codici sorgente proprietari, file di configurazione sensibili e repository Git —, né Anthropic né i gestori di Cursor hanno ancora fornito una spiegazione esaustiva su come gli aggressori abbiano ottenuto il controllo del canale di rilascio. Gli aggiornamenti delle estensioni avvengono di norma in background e senza conferma esplicita, trasformando la fiducia cieca nei marketplace aziendali in un moltiplicatore di rischio sistemico per intere infrastrutture aziendali.
Il punto di Mocchi's
Questo episodio dimostra come il laptop dello sviluppatore sia diventato il nuovo perimetro critico da espugnare per accedere al cloud delle aziende. Affidarsi all'aggiornamento automatico delle estensioni negli IDE moderni, persino quando provengono da partner ufficiali e certificati, rappresenta oggi una falla operativa che le software house devono chiudere tempestivamente. Nello sviluppo software aziendale è indispensabile disattivare gli auto-update non controllati, confinare gli ambienti di sviluppo in container effimeri e segregare rigorosamente le credenziali di produzione, impedendo che token reali transitino in chiaro nei file di configurazione locali.