Tech · 11 giugno 2026 · 3 min di lettura

La Cina attiva il primo data center sottomarino al mondo alimentato a energia eolica

In sintesi: Un'iniziativa congiunta tra HiCloud Technology e lo stato cinese ha portato all'inaugurazione del primo data center sottomarino (UDC) alimentato interamente da energia eolica offshore a Shanghai. Con una capacità iniziale di 24 megawatt e immerso a 10 metri di profondità, l'impianto sfrutta l'acqua del mare per il raffreddamento naturale, azzerando il consumo di suolo e riducendo l'energia per la refrigerazione a meno del 10%. Questa innovazione risponde alle enormi richieste energetiche dell'intelligenza artificiale in modo ecocompatibile.

di Team Mocchi's

La Cina attiva il primo data center sottomarino al mondo alimentato a energia eolica

L'impatto energetico dell'IA e la soluzione subacquea

La crescita esponenziale dei carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale sta mettendo a dura prova le reti elettriche di tutto il mondo. I data center tradizionali richiedono immense quantità di energia non solo per alimentare i chip di calcolo, ma anche per i sistemi di condizionamento dell'aria necessari a evitare il surriscaldamento, che da soli assorbono tra il 40% e il 50% dell'elettricità totale.

Per rispondere a questa sfida, la Cina ha inaugurato il primo data center sottomarino (UDC, Underwater Data Center) interamente alimentato da energia eolica offshore. Come riportato da WIRED, la struttura è situata al largo della costa di Shanghai, nella Lin-gang Special Zone, all'interno della China Pilot Free Trade Zone. L'infrastruttura rappresenta un passo cruciale nella strategia di Pechino per coniugare l'espansione dell'IA con la transizione verso fonti energetiche rinnovabili.

Numeri e architettura del progetto di Shanghai

Il progetto nasce da una collaborazione sinergica tra l'azienda privata HiCloud Technology e la società statale China Communications Construction. Le due realtà hanno investito complessivamente 1,6 miliardi di yuan, pari a circa 236 milioni di dollari.

L'impianto sottomarino, posizionato a una profondità di 10 metri, vanta una capacità iniziale di 24 megawatt. Collocando i server sul fondale marino, l'infrastruttura è in grado di sfruttare direttamente l'acqua circostante come sistema di raffreddamento naturale. Questo approccio innovativo riduce drasticamente l'energia necessaria alla dissipazione del calore ad appena il 10% del totale dei consumi della struttura.

Inoltre, secondo i dati diffusi dal governo cinese, l'impianto riduce a zero il consumo di acqua dolce per il raffreddamento e abbatte l'occupazione di suolo terrestre di oltre il 90% rispetto a una struttura di pari potenza edificata sulla terraferma. Più del 95% dell'elettricità utilizzata dal complesso proviene da fonti rinnovabili, nello specifico dai parchi eolici offshore della costa di Shanghai, determinando una riduzione complessiva dei consumi energetici del 22,8%.

L'efficienza energetica alla prova del PUE

L'efficacia termica del data center di Shanghai è misurata dal Power Usage Effectiveness (PUE), lo standard industriale utilizzato per valutare l'efficienza energetica dei centri di calcolo. In questa scala, il valore teorico ideale è 1,0, che indica l'assenza totale di sprechi energetici per servizi ausiliari come il raffreddamento o l'illuminazione.

La nuova struttura sottomarina di Lin-gang è progettata per registrare un PUE non superiore a 1,15 nella sua prima fase operativa, un valore che si colloca tra i più efficienti al mondo. HiCloud non è nuova a questa tecnologia: nel 2023 aveva già completato il primo data center sottomarino commerciale sull'isola di Hainan. Tuttavia, il sito di Shanghai stabilisce un nuovo record globale integrando direttamente la rete di alimentazione eolica off-shore, eliminando la dipendenza energetica dai combustibili fossili della terraferma.

La sfida globale per la sovranità computazionale sostenibile

Il progetto cinese si inserisce in un contesto geopolitico in cui la capacità computazionale è considerata un fattore di sicurezza nazionale. Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, l'infrastruttura globale dedicata ai supercomputer per l'IA è estremamente concentrata: circa il 90% di questi impianti si trova in soli due paesi, Stati Uniti e Cina.

Le due superpotenze stanno affrontando la crisi energetica dell'IA con strategie differenti. Mentre negli Stati Uniti si assiste a una temporanea flessione degli impegni legati alla transizione energetica per non rallentare l'addestramento dei grandi modelli di frontiera, Pechino punta sull'autosufficienza energetica attraverso l'innovazione infrastrutturale estrema. La riuscita o meno di esperimenti come quello del data center sottomarino di Shanghai determinerà se i futuri carichi di lavoro dell'intelligenza artificiale potranno essere scalati senza compromettere irrevocabilmente gli obiettivi di sostenibilità climatica globale.

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