IA · 30 luglio 2026 · 5 min di lettura

Claude Mythos e la corsa contro il tempo: l'IA di Anthropic scova bug più velocemente di quanti Microsoft riesca a correggerne

In sintesi: Il nuovo modello di intelligenza artificiale Claude Mythos Preview di Anthropic sta rivoluzionando la ricerca di vulnerabilità informatiche, scoprendo centinaia di falle nel software aziendale e incrinando persino algoritmi di crittografia post-quantistica. L'iniziativa di sicurezza 'Project Glasswing' ha evidenziato una sfida inedita: la capacità dell'IA di scovare bug zero-day supera nettamente la velocità con cui colossi del calibro di Microsoft riescono a sviluppare e distribuire le relative patch di sicurezza.

di Team Mocchi's

Claude Mythos e la corsa contro il tempo: l'IA di Anthropic scova bug più velocemente di quanti Microsoft riesca a correggerne

La valanga di zero-day e il 'Project Glasswing'

La ricerca di vulnerabilità informatiche ha varcato una nuova soglia, trasformando quella che un tempo era un'ispezione manuale e minuziosa in un processo automatizzato ad altissima velocità. AI partner difensivi e produttori di software si trovano ora ad affrontare gli effetti concreti di questa rivoluzione. Nell'ambito di una collaborazione riservata denominata Project Glasswing, Anthropic ha fornito a selezionati colossi del software l'accesso a Claude Mythos Preview, una versione specializzata del proprio modello orientata all'analisi del codice e alla ricerca di vulnerabilità zero-day.

L'obiettivo teorico dell'iniziativa era consentire alle aziende di identificare e mettere in sicurezza i propri sistemi prima che attori ostili o servizi di intelligenza stranieri sviluppassero strumenti analoghi. Tuttavia, l'impatto operativo si è rivelato schiacciante. Come rivelato da registrazioni interne di riunioni Microsoft riportate da Ars Technica, nel solo mese di aprile 2026 il modello di Anthropic ha scoperto ben 90 vulnerabilità critiche e 141 falle importanti all'interno di Microsoft SharePoint, una delle piattaforme di collaborazione aziendale più diffuse al mondo.

Durante gli incontri interni, la dirigenza dell'area engineering di Microsoft ha descritto la situazione come una vera e propria corsa affannosa per ridurre il backlog di errori individuati. Il problema principale non riguarda più la capacità di scovare i difetti nel codice, ma la velocità con cui gli sviluppatori umani riescono a validare, correggere e distribuire le relative patch prima che la finestra di accesso esclusivo si chiuda.

Dalle applicazioni aziendali alla crittografia post-quantistica

Le capacità dimostrate da Claude Mythos non si limitano all'individuazione di tradizionali errori di memoria o problemi di gestione dei permessi nel software applicativo. Il modello ha iniziato a mettere a segno risultati significativi anche nel campo dell'analisi matematica avanzata e della crittografia.

In una recente dimostrazione, come approfondito da Ars Technica, Anthropic ha impiegato Mythos per analizzare l'algoritmo HAWK, uno schema di firma digitale candidate alla standardizzazione da parte del NIST (National Institute of Standards and Technology) per la protezione dalla minaccia dei computer quantistici. Con un costo computazionale contenuto di circa 100.000 dollari e 60 ore di elaborazione, un ricercatore privo di competenze approfondite in crittografia è riuscito, guidando il modello tramite prompt, a dimezzare la resistenza teorica delle chiavi dell'algoritmo. A seguito dell'annuncio, l'autore di HAWK ha ritirato ufficialmente l'algoritmo dal processo di valutazione del NIST.

Sebbene i ricercatori invitino alla cautela evidenziando che l'attacco è stato condotto su versioni semplificate dell'algoritmo nate per il peer-review, la scoperta conferma che i modelli generativi di nuova generazione sono in grado di individuare scorciatoie matematiche rimaste inosservate per anni agli occhi degli esperti umani.

La finestra difensiva si sta chiudendo

L'inclusione dell'IA nella cybersicurezza sta alterando l'equilibrio tradizionale tra attacco e difesa. Se fino a oggi il vantaggio difensivo si basava sulla condivisione anticipata dei modelli con pochi partner fidati, le agenzie di intelligence dell'alleanza Five Eyes (Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda) hanno recentemente avvertito che questo margine temporale si ridurrà a pochi mesi.

Nel momento in cui modelli con capacità simili a Mythos diventeranno di dominio pubblico o verranno replicati da gruppi avversari, la presenza di vulnerabilità note ma non ancora patchate all'interno dei software aziendali diventerà il principale vettore di attacco. Il collo di bottiglia della sicurezza informatica si è irrimediabilmente spostato dalla fase di scoperta alla fase di remediation.

Il punto di Mocchi's

L'era in cui la sicurezza del software si basava sul concetto di 'security through obscurity' o su cicli di aggiornamento mensili pianificati con calma è definitivamente terminata. L'impatto di modelli come Claude Mythos dimostra che la vera vulnerabilità delle architetture aziendali non è più la mancanza di strumenti di analisi, ma la lentezza dei processi umani di correzione del codice. Per le aziende italiane che sviluppano o integrano software custom, la priorità strategica diventa l'automazione dei test di regressione e la modernizzazione delle pipeline di deployment: quando l'IA può generare centinaia di segnalazioni di vulnerabilità in poche settimane, la capacità di aggiornare il software in modo continuo e sicuro rappresenta la prima reale linea di difesa.

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