Tech · 30 giugno 2026 · 4 min di lettura

Il piano da mille miliardi della Corea del Sud per sconfiggere il RAMageddon e dominare la robotica

In sintesi: La Corea del Sud ha presentato un mastodontico piano di investimenti pubblici e privati da quasi mille miliardi di dollari per contrastare la carenza globale di semiconduttori, costruire nuovi data center distribuiti per l'IA e introdurre robot umanoidi commerciali entro due anni. L'obiettivo nazionale è assicurarsi il controllo dell'infrastruttura hardware globale e della robotica fisica nell'era dell'intelligenza artificiale.

di Team Mocchi's

Il piano da mille miliardi della Corea del Sud per sconfiggere il RAMageddon e dominare la robotica

La risposta di Seul alla fame globale di silicio

La scarsità globale di chip di memoria indotta dall’esplosione dell’intelligenza artificiale, un fenomeno ormai ribattezzato come la crisi del "RAMageddon", ha spinto la Corea del Sud a varare uno dei più ambiziosi piani industriali della storia recente. Il governo coreano, in stretta sinergia con i principali conglomerati tecnologici del Paese, ha annunciato una manovra economica da quasi mille miliardi di dollari complessivi (circa 900 miliardi di dollari di soli investimenti privati).

L'iniziativa strategica mira a posizionare lo Stato asiatico come leader indiscusso nell'infrastruttura tecnologica del prossimo decennio. Come dichiarato dalla presidenza della Repubblica durante la presentazione ufficiale del progetto, la strategia nazionale si svilupperà su un "triplo asse" fondamentale: semiconduttori avanzati, data center di nuova generazione e intelligenza artificiale fisica, ovvero robotica umanoide. Il piano punta a rendere il Paese un hub insostituibile per l’intera catena del valore dell'IA.

Sconfiggere la crisi dei chip: oltre 570 miliardi per la memoria

Il pilastro principale del piano riguarda la produzione di semiconduttori, l'area in cui la Corea del Sud esercita già un'influenza enorme grazie alle sue eccellenze industriali. Samsung e SK Hynix hanno pianificato investimenti per circa 518 miliardi di dollari destinati alla costruzione di quattro grandi impianti di fabbricazione (fab) nel sud-ovest del Paese, un'area storicamente meno coinvolta dallo sviluppo tecnologico nazionale. A questa cifra si aggiungono altri 52 miliardi di dollari dedicati alla realizzazione di un polo logistico e produttivo avanzato per il packaging delle memorie HBM (High Bandwidth Memory), i moduli ad alta velocità fondamentali per addestrare i modelli di frontiera.

L’obiettivo finale dichiarato è quello di raddoppiare la produzione nazionale di memoria dinamica ad accesso casuale (DRAM) entro i prossimi cinque anni. Una mossa industriale drastica che intende dare respiro al mercato globale, oggi strozzato da una domanda senza precedenti che ha fatto lievitare i costi di server, supercomputer e dispositivi consumer di fascia alta in tutto il mondo.

Data center distribuiti e la sfida energetica

Il secondo asse strategico prevede lo stanziamento di circa 356 miliardi di dollari da qui al 2035 per la costruzione di data center per l'IA su larga scala. Ad occuparsi di questa transizione infrastrutturale saranno giganti dell'energia e della tecnologia del calibro di SK Group, GS Group e Naver.

Per evitare un sovraccarico dell'area metropolitana di Seul, i nuovi centri di calcolo saranno distribuiti in diverse province periferiche del Paese, tra cui il Chungcheong Meridionale, il Gangwon e le province del Jeolla. Questa distribuzione geografica porta con sé enormi sfide ingegneristiche e logistiche, a partire dal fabbisogno di risorse. Il Ministero del Clima, dell'Energia e dell'Ambiente ha già avviato le procedure per garantire una capacità elettrica aggiuntiva stimata in diversi gigawatt e per garantire l'approvvigionamento idrico necessario al raffreddamento dei sistemi, sollevando inevitabili dibattiti sulla sostenibilità ecologica del progetto.

L'era della "Physical AI": umanoidi in fabbrica entro il 2028

La terza colonna portante della manovra coreana si concentra sulla robotica umanoide, un settore che il governo intende portare a una piena maturità commerciale entro il 2028. L'obiettivo è quello di integrare la "Physical AI" direttamente nei flussi di lavoro industriali. Hyundai, azionista di maggioranza di Boston Dynamics, guiderà lo sforzo industriale per avviare la produzione di massa dei robot umanoidi Atlas di nuova generazione.

Questi automi saranno inizialmente impiegati all'interno degli stabilimenti automobilistici del gruppo e in altri contesti ad alta intensità di lavoro fisico, con l'obiettivo di automatizzare le mansioni più gravose, ripetitive o pericolose. Il piano governativo prevede incentivi mirati per l'adozione di questi sistemi non solo nella manifattura pesante, ma anche nella logistica interna e nei servizi avanzati.

Le implicazioni sociali e industriali

Un piano di tale portata non è privo di attriti interni. Da un lato, l'annuncio giunge in un momento di forte dibattito pubblico sul ruolo dei grandi conglomerati tecnologici, accusati da alcune frange politiche di aver accumulato extra-profitti record grazie al boom dell'IA senza redistribuire adeguatamente la ricchezza sul tessuto sociale. Dall'altro, i sindacati dei settori manifatturiero e dell'automotive hanno già espresso preoccupazione per la rapidità della transizione verso la robotica umanoide, temendo un impatto occupazionale significativo sulla forza lavoro umana.

La scommessa di Seul, tuttavia, guarda a lungo termine: l'ambizione è quella di blindare la sovranità tecnologica del Paese e di trasformarlo nella fabbrica hardware dell'intelligenza artificiale globale, affrontando le strozzature logistiche e i colli di bottiglia fisici prima che possano frenare l'avanzamento tecnologico mondiale.

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