Tech · 2 ottobre 2026 · 4 min di lettura
La voracità dell'IA prosciuga la memoria: la carenza di RAM durerà fino al 2028
In sintesi: I vertici di Micron e Samsung hanno confermato che la carenza globale di memorie DRAM e HBM proseguirà almeno fino al 2028. L'esplosione dei data center dedicati all'intelligenza artificiale sta monopolizzando la capacità produttiva di semiconduttori, con il 75% dei lotti Micron del 2027 già esaurito a prezzi record. Le ripercussioni non risparmiano l'elettronica diffusa: dalle console ai server aziendali fino a dispositivi datati come l'Nvidia Shield TV, l'aumento dei listini è ormai strutturale.
di Team Mocchi's
L'infrastruttura dell'intelligenza artificiale generativa ha imposto una nuova legge non scritta all'industria tecnologica: qualsiasi dispositivo contenga memoria o storage è destinato a costare sensibilmente di più. Quella che fino a pochi mesi fa sembrava una temporanea tensione di filiera si sta trasformando in un collo di bottiglia strutturale pluriennale. Nel corso di comunicazioni ufficiali agli investitori, i vertici di Micron e Samsung hanno tracciato un quadro netto: la scarsità di DRAM e di memoria ad altissima banda (HBM) continuerà almeno fino al 2028, con listini in forte ascesa e una disponibilità compressa per tutti i segmenti al di fuori dei data center hyperscale.
La corsa all'HBM cannibalizza la DRAM convenzionale
Il motore principale di questo squilibrio è il fabbisogno quasi insaziabile degli acceleratori grafici e delle unità di elaborazione per modelli di frontiera. Come riporta Ars Technica, l'amministratore delegato di Micron, Sanjay Mehrotra, ha spiegato che la domanda complessiva supererà l'offerta produttiva per tutto il biennio successivo. Il 75% dell'output di memoria di Micron per il 2027 risulta già interamente allocato e le trattative commerciali in corso con i grandi cloud provider riguardano ormai le forniture del 2028. I contratti preliminari per il 2027 registrano prezzi marcatamente più elevati rispetto a quelli del 2026.
La dinamica è confermata anche dal fronte sudcoreano. Kim Taewoo, vicepresidente esecutivo di Samsung, ha stimato che i moduli HBM assorbiranno circa il 30% della capacità totale di wafer DRAM nel 2027, rispetto al 20% registrato nel 2026. La produzione di HBM richiede processi di impilamento tridimensionale verticali e geometrie complesse che sottraggono spazio fisico nelle fabbriche e offrono una resa per singolo wafer inferiore rispetto alle memorie standard. Il passaggio generazionale verso le specifiche HBM4 e HBM4E accentuerà ulteriormente questo trade-off industriale, penalizzando la produzione di DRAM DDR5 convenzionale destinata a workstation, server generici e dispositivi consumer.
L'effetto domino sull'hardware di consumo ed enterprise
Le conseguenze di questo drenaggio produttivo si fanno sentire a valle con rapidità sorprendente. Micron ha già completato l'abbandono delle vendite retail con il marchio Crucial, scegliendo di dirottare ogni wafer verso i contratti strategici B2B legati all'IA. I produttori di personal computer stanno riducendo i quantitativi di RAM installati di fabbrica nelle configurazioni base o aumentando i prezzi al pubblico per mantenere i margini operativi.
Il fenomeno colpisce anche prodotti maturi privi di componenti all'avanguardia. Un caso emblematico, segnalato da Ars Technica, riguarda l'Nvidia Shield TV Pro: un set-top box lanciato originariamente nel 2019 che ha subito un rincaro immediato di 100 dollari, passando da 199,99 a 299,99 dollari. La stessa Nvidia ha spiegato che i rincari verticali dei componenti, a partire dalla memoria, rendevano insostenibile la produzione ai costi storici. Lo stesso andamento riguarda console da gioco come PlayStation 5 Pro, smartphone di fascia media e schede per server perimetrali, confermando come la pressione generata dai cluster di addestramento si scarichi su chiunque assembli silicio.
Tempi tecnici per i nuovi impianti
La risposta dell'offerta non potrà essere immediata. Micron ha pianificato l'avvio di nuove camere bianche per la produzione di memorie nel corso del 2028, ma Mehrotra ha precisato che la curva di rendimento dei nuovi impianti richiede trimestri di calibrazione prima di raggiungere volumi significativi. L'espansione del contesto dei modelli, la diffusione di agenti autonomi persistenti e il moltiplicarsi delle sessioni di inferenza concorrente mantengono la traiettoria della domanda a ritmi superiori rispetto all'apertura di nuovi stabilimenti.
Il punto di Mocchi's
Per le aziende italiane che pianificano investimenti tecnologici nel prossimo biennio, questo scenario impone un cambio di paradigma nell'architettura delle soluzioni. Fare affidamento su continui cali del costo dell'hardware o su un'espansione economica della RAM locale è una scommessa persa fino al 2028: i contratti cloud rifletteranno l'aumento delle istanze ad alta densità di memoria e le macchine on-premise costeranno sensibilmente di più. La priorità ingegneristica deve quindi spostarsi sull'efficienza del software: quantizzazione aggressiva dei modelli, architetture a contesti snelli, caching deterministico e linguaggi ad alte prestazioni capaci di minimizzare l'impronta di memoria prima ancora di scalare le risorse.