IA · 15 giugno 2026 · 4 min di lettura
Meta smantella l'acquisizione di Manus da 2 miliardi su ordine di Pechino
In sintesi: Meta ha avviato lo smantellamento dell'acquisizione della startup di agentic AI Manus da 2 miliardi di dollari, interrompendo la condivisione dei dati e disconnettendo i sistemi interni. La decisione segue un ordine di disinvestimento emesso da Pechino per motivi di sicurezza nazionale, evidenziando il controllo sempre più stringente del governo cinese sulle tecnologie proprietarie esportate all'estero.
di Team Mocchi's
La fine di un'acquisizione strategica
Quello che doveva essere uno dei più importanti accordi di acquisizione nel settore dell'intelligenza artificiale si sta rapidamente sciogliendo sotto il peso delle tensioni geopolitiche. Meta ha avviato le procedure per smantellare l'acquisizione da 2 miliardi di dollari di Manus, una startup specializzata in agenti IA (agentic AI) fondata in Cina e successivamente trasferitasi a Singapore.
Secondo quanto riportato da TechCrunch, il colosso di Menlo Park ha completato la separazione operativa da Manus e ha interrotto qualsiasi condivisione di dati tra le due entità. Questa mossa rappresenta il passo più concreto compiuto finora per conformarsi a un ordine di disinvestimento forzato emesso dalle autorità di Pechino circa due mesi fa per ragioni di sicurezza nazionale.
I dettagli dello smantellamento operativo
I legami tra le due aziende sono stati recisi in modo netto. Meta ha escluso Manus dai propri sistemi interni, impedendo ai dipendenti del gruppo di utilizzare i tool di Manus per i progetti aziendali. L'acquisizione, annunciata a dicembre dello scorso anno, aveva attirato l'attenzione globale per il potenziale degli agenti IA sviluppati da Manus, nati originariamente sotto la società madre cinese Butterfly Effect.
Mentre gli investitori statunitensi, tra cui il noto fondo di venture capital Benchmark, hanno già ricevuto i proventi della vendita iniziale, i partner asiatici (tra cui Tencent, HSG e ZhenFund) hanno confermato che collaboreranno attivamente per facilitare il processo di liquidazione e annullamento dell'accordo, come evidenziato dal Wall Street Journal.
La controffensiva dei fondatori di Manus
Per Manus, tuttavia, lo smantellamento dell'accordo con Meta non significa la fine delle attività. I co-fondatori della startup hanno avviato colloqui preliminari per raccogliere circa 1 miliardo di dollari da investitori esterni con l'obiettivo di ricomprare la società da Meta.
La ristrutturazione potrebbe portare alla creazione di una joint-venture in Cina e a una successiva quotazione sulla borsa di Hong Kong, un listino che nell'ultimo anno ha visto una forte crescita di debutti di startup IA cinesi come MiniMax e Zhipu. Nonostante la crisi societaria, Manus continua a rilasciare nuove funzionalità sul mercato, incluse recenti integrazioni con note piattaforme come Similarweb e Shopify.
Le implicazioni geopolitiche e regolatorie
Il caso Manus evidenzia la determinazione di Pechino nel mantenere un controllo ferreo sulle tecnologie strategiche sensibili, a prescindere dal fatto che le aziende abbiano la propria sede legale all'estero. Le autorità cinesi hanno recentemente inasprito i controlli, estendendo le restrizioni di viaggio per ricercatori e dirigenti di aziende tecnologiche private e richiedendo l'approvazione del governo prima di accettare investimenti statunitensi per realtà del calibro di Moonshot AI, StepFun e ByteDance.
Allo stesso tempo, anche negli Stati Uniti l'operazione era finita sotto la lente d'ingrandimento. Alcuni esponenti del Senato americano avevano sollevato dubbi circa il flusso di capitali verso una società con forti legami originari con la Cina, confermando come l'era dell'IA stia ridisegnando i confini della sicurezza nazionale e degli investimenti cross-border.